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La storia del ricamo è un argomento allo stesso modo interessante e affascinante. Conoscere come punti o tecniche di ricamo di un certo paese abbiano radici comuni con altre tecniche e vedere come i punti di ricamo abbiano viaggiato da un paese all'altro, cambiando nel contempo alcune caratteristiche, sia nel ricamo, nel lavoro a maglia e nelle tecniche di uncinetto, è qualcosa che non manca mai di stupire un appassionato di ricamo. |
Ricamare, la storia del ricamoLe origini di questa Arte che noi chiamiamo Ricamo si perdono nell'antichità, ma è noto che è esistita prima della pittura. Essa, senza dubbio, ebbe inizio quando qualche donna delle caverne scoprì che poteva allacciare insieme delle pelli con striscioline di pelle, in qualche modo regolare, creando così, le basi del ricamo. È un passo naturale andare oltre e scoprire che poteva anche ornare (ricamare) la pelle e renderla graziosa e diversa dalle altre. Questo ha anche sviluppato un tipo di proprietà. Gli uomini delle caverne potevano facilmente prendere la propria pelle in mezzo a diverse altre in un mucchio imparando a riconoscere la tecnica di allacciatura della propria compagna e la forma di decorazione. Nell'arte popolare le tecniche di ricamo venivano tramandate nel tempo con graduale perdita di originalità e con l'acquisizione di connotati locali, ma i manufatti dell'arte del ricamo, creati per oggetti di uso quotidiano, soccombevano al logorio del tempo, per cui oggi non rimane traccia della loro esistenza, quali potevano essere oggetti ricamati come centrini, maglie e lavori a ricamo simili. Perciò non possiamo stabilire esattamente se il ricamo sia una tradizione popolare risalente a tempi remoti, o se invece si sia sviluppato con l'estensione di una moda inizialmente riservata al ceto più abbiente che poteva permettersi sia la spesa per i materiali sia il tempo necessario per l'esecuzione. Si sono salvati infatti solo alcuni eleganti ricami bizantini che certo non si possono definire di arte popolare, sia per la preziosità dei materiali impiegati, sia per l'uso che se ne faceva, prevalentemente cerimoniale. Possiamo comunque ipotizzare che, come la pittura, anche il ricamo abbia una base storica popolare molto antica. Il ricamo era un semplice modo per valorizzare e personalizzare, per aumentare dignità e prestigio, i vestiti indossati dalle persone, per dar loro un risalto che poteva essere in ambito politico o religioso. Durante il periodo dominato dai Normanni, in particolare durante il regno di Ruggero II, la maestria dei ricamatori e tessitori è così pregiata che le loro creazioni sono degne di Papi e Imperatori. Come testimonianza, il Mantello da incoronazione del Sacro Romano Impero, è stato ricamato con oro e perle, prova inconfutabile prova dei capolavori creati, con un motivo di cammelli assaliti da leoni tigrati, a specchio, separati da una palma da datteri, simbolo dell'albero della vita. Fu ordinato nel 1133 e consegnato l'anno seguente, nel 1134; è tutt'ora conservato nel Kurstgeveben Museum di Vienna (museo di Vienna del ricamo). Nel XIV secolo, l'Inghilterra può vantare di un'ottima scuola di ricamo, detta Opus anglicanum, caratterizzata dall'uso di sete policrome e dalla grande raffinatezza dei lavori. Nei lavori sono rappresentate per lo più simboli dell'Antico e del Nuovo Testamento e storie di Santi, con una chiara funzione didattica. La Chiesa assegna al ricamo il compito di edificazione religiosa. Il materiale che il medioevo offriva per i soggetti era inesauribile: non solo figure del Vecchio e del Nuovo Testamento, ma anche la crescente schiera di Santi presentava un'infinita abbondanza di avvenimenti interessanti e meravigliosi che apportavano ai fedeli edificazione e meraviglia, ma anche timore e commozione. Dal Medioevo fino al XVI secolo inoltrato, i ricami sono sovente portatori di tradizioni popolari e di poesia, ma anche di leggende profondamente radicate nell'animo dei popoli. Anche in Germania il ricamo ha origini antiche; qui troviamo l'Opus Teutonicum, caratterizzata dal ricamo bianco su bianco, con una grande varietà di punti per creare un effetto a rilievo. Questo tipo di lavoro forse fu inventato per sopperire alla mancanza delle preziose sete colorate e fronteggiare, con l'abilità manuale, alla fastosità del colore. Con questa tecnica si prepararono tovaglie d'altare, drappi quaresimali, veli da calice. Anche in Svizzera si produce un ricamo, che oltre che svolgere uno scopo ornamentale di arredo, come gli arazzi in genere, anche uno scopo protettivo contro il freddo: lo realizzano le donne nobili, le borghesi e le suore nei conventi, tanto che il punto adoperato (punto croce semplice e orientale) sarà anche detto "monastero". In Italia, fin dal Trecento, sono documentati laboratori in tutta la penisola e in particolare a Firenze. L'arte è conosciuta come Opus florentinum. Molti reperti di "pittura ad ago" attestano una grande qualità e una certa ariosità spaziale tipicamente italiana. In Francia la riorganizzazione dell'Arti e dell'Artigianato determinata dall'accorta politica di Jean Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, riunisce in un unico luogo, dov'era esistita la manifattura d'arazzi di Gobelins, tutti i laboratori destinati a produrre soltanto per il re. Sotto la direzione del pittore Le Brun, dal 1663, una équipe di artisti rinomati, tra cui scultori, architetti, ebanisti, incisori, tessitori e ricamatori, vengono riuniti nella "Grande Fabrique" per creare gli arredi dei sontuosi interni ed il guardaroba personale del loro sovrano. Nel Settecento si assiste addirittura ad un aumento di ricami, anche se forse meno rilevati e spessi. Quanto all'arredo si accrescono le occasioni per utilizzare superfici ricamate: si assiste per esempio alla creazione di una varietà di sedie sconosciute in precedenza, come i "canapès", le "Bergeres" con poggiatesta, i poggiapiedi, i paraventi, ed infine i letti, con baldacchino, tendaggi, mantovane, buonegrazie. È il trionfo del piccolo punto, delle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, delle grottesche arricchite di animali esotici. Questo lavoro a punti contati su canovaccio è il più facile di tutti i ricami, così che tutte le dame del mondo vi s'impegnarono molto. La stessa Maria Antonietta realizzò tappezzerie di questo genere che destinava al suo appartamento da Caccia alla Tuileries. |
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